Rentri: la legge di bilancio alleggerisce gli obblighi per piccoli studi e professionisti. Soddisfatti dentisti e ordini professionali.
Buone notizie per migliaia di professionisti e piccole attività: il Senato ha approvato la legge di bilancio con una modifica importante al perimetro del RENTRI, il nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. La revisione esclude dall’obbligo di iscrizione e dal pagamento del contributo annuale diverse categorie, tra cui piccoli studi medici e odontoiatrici, estetisti, tatuatori, consorzi e imprese agricole di dimensioni ridotte.
Una decisione che ha suscitato la soddisfazione delle associazioni di categoria, in particolare nel mondo delle professioni sanitarie, che da tempo criticavano un adempimento considerato sproporzionato rispetto alla reale attività svolta.
Chi è escluso dal RENTRI dal 1° gennaio 2026
Con l’intervento sull’articolo 188-bis del D.Lgs 152/06, la legge di bilancio riduce in modo significativo la platea dei soggetti obbligati. A partire dal 1° gennaio 2026, non dovranno più iscriversi al RENTRI né tenere il registro digitale:
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Piccoli studi professionali, inclusi studi medici e odontoiatrici con meno di 10 dipendenti
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Attività di servizio alla persona (estetisti, acconciatori, tatuatori), purché continuino la tracciabilità tramite i formulari cartacei (FIR)
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Consorzi di filiera e sistemi collettivi o individuali di gestione dei rifiuti
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Imprese agricole “minori” con volume d’affari annuo fino a 8.000 euro
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Imprese che trasportano in conto proprio rifiuti non pericolosi
Per questi soggetti resta quindi una gestione semplificata della tracciabilità, senza accreditamento alla piattaforma digitale.
Rentri: la legge di bilancio alleggerisce gli obblighi per piccoli studi e professionisti.
Dentisti: “Riallineamento normativo atteso da anni”
Particolarmente soddisfatte le professioni odontoiatriche.
Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri, Andrea Senna, parla di un intervento che “riallinea finalmente gli obblighi di iscrizione al RENTRI con le deroghe già previste dal Testo Unico Ambientale”, correggendo una distorsione normativa che durava da anni.
In effetti, molti di questi soggetti erano già esentati dalla tenuta del registro di carico e scarico, potendo dimostrare la corretta gestione dei rifiuti tramite i formulari. Nonostante ciò, il RENTRI aveva comunque imposto l’iscrizione e il pagamento di un canone, definito più volte dalle associazioni come un “balzello burocratico”.
Meno burocrazia anche per medici e professionisti sanitari
Soddisfazione anche dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.
Il presidente Filippo Anelli evidenzia come la modifica eviti di aggiungere un ulteriore carico amministrativo a professionisti già fortemente gravati da obblighi burocratici.
Un percorso parlamentare complesso, ma esito positivo
La modifica al RENTRI era stata inizialmente proposta anche dal Ministero dell’Ambiente, ma i primi emendamenti erano stati dichiarati inammissibili. Solo dopo un lungo e “tortuoso” iter in Commissione Bilancio — come lo ha definito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti — si è arrivati all’approvazione finale.
Gli effetti, però, saranno immediati, considerando che per alcune micro-imprese l’obbligo di iscrizione al RENTRI era già scattato lo scorso 15 dicembre.
Conclusione
La revisione del perimetro RENTRI rappresenta un segnale concreto di semplificazione normativa, soprattutto per i piccoli operatori e i professionisti sanitari. Un intervento che non abbassa il livello di tutela ambientale, ma lo rende più coerente e proporzionato, evitando oneri inutili per chi già rispetta le regole.
Un piccolo passo, ma significativo, verso una burocrazia più sostenibile.
